Uscita Cinema: 10/10/2003
Uscita DVD: ?
E’ sempre più difficile, oggigiorno, girare un eccellente prodotto d’intrattenimento che coniughi l’aspetto spettacolare del genere con il piacere di godersi una storia che non funga solo da umile contorno alle enormi possibilità tecniche ed economiche del cinema moderno (ci è forse riuscito in qualche modo La maledizione della Prima Luna, ma è un caso rarissimo).
Non fa difetto a questo limite, l’inevitabile campione dei box-office europei (come sfuggire da un film che ricorre ad un apparato pubblicitario da campagna presidenziale americana?) La leggenda degli Uomini Straordinari, paradossalmente sovrastato, invece che trascinato, dall’ingegnosa quanto affascinante idea di fondo, tratta dalle visionarie tavole dei talentuosi Alan Moore e Kevin O’Neill (gli stessi di La Vera Storia di Jack lo Squartatore), rispettivamente autore e disegnatore di molti accattivanti comics.
La Storia
Siamo alla fine dell’800 in Inghilterra. L’Intelligence, rappresentata dal fantomatico signor M, pensa di formare una squadra di uomini straordinari per fronteggiare le minacce belliche contro l’Impero. A capo di questo gruppo di avventurieri, direttamente derivati dalla produzione letteraria del tempo, c’è Allan Quatermain (un sempre arzillo Sean Connery), il mitico avventuriero delle campagne africane, nato dalla penna di H.R.Haggard. Gli altri componenti al suo servizio sono: il capitano Nemo di Giulio Verne, con il suo mitico sommergibile Nautilus, la vampira Mina Harker, direttamente dal Dracula di Stoker, l’uomo invisibile di H.G. Wells, il dottor Jeckyll e Mr. Hyde di R.L. Stevenson e l’affascinante Dorian Gray di Oscar Wilde. Si aggiungerà a loro, per spirito di avventura, l’agente americano Tom Sawyer, creatura di Mark Twain. Quest’ultimo instaurerà con il vecchio Quatermain un rapporto paterno, restituendogli la figura del figlio tragicamente morto per un suo errore.
Sebbene nel gruppo non domini il sentimento patriottico, tutti accettano la proposta di M, in quanto, ogni personaggio ha la possibilità di riscattarsi e di allontanare qualche suo vecchio demone aderendo al progetto. E’ così per il deluso Quatermain, per l’immortale Mina Harker, come per il truffaldino uomo invisibile, a cui è stato promesso l’antidoto alla sua trasparenza, e per l’esiliato dottor Jeckyll. Diverso è il discorso per Nemo, desideroso di rielevare la sua immagine, troppo sovversiva e piratesca e per l’ambiguo Dorian Gray, i cui progetti sono ben poco chiari.
Commento
Il problema principale del film di Stephen Norrington, sta sostanzialmente nell’aver spinto troppo l’aspetto action, a discapito dello sviluppo dei personaggi, appiattendone così l’intrinseco fascino. Se difatti, le convenzioni estetico-produttive del genere da sempre penalizzano l’aspetto della narrazione pura a favore della spettacolarità della messa in scena, è innegabile che, avendo tra le mani dei personaggi classici della letteratura mondiale, si poteva fare molto di meglio. Speranze inutili, in quanto, la cifra stilistica è chiaramente il baccano e dopo poco ci si accorge tristemente di essere di fronte all’ennesimo blockbuster tutto duelli e distruzione. Queste ultime inoltre, assumono un livello quasi parossistico, a voler comunicare una sorta di messaggio di rivincita e di liberazione dopo un paio di anni in cui l’industria del cinema americano si era imposta con ipocrisia di non mostrare esplosioni violente e fragorose, in rispetto dell’11 settembre.
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