Ju-On: la maledizione di una persona che muore in preda ad una collera furiosa che si accumula e poi si scatena nei luoghi in cui quella persona è vissuta. Quelli che la incontrano, muoiono, e una nuova maledizione prende vita.
Un incubo senza risveglio
Un uomo, forse pazzo o malato, uccide barbaramente e senza motivo nella soffitta di casa, la moglie ed il loro piccolo figliolo Toshio. Da qui nasce la maledizione del “Ju-On”, il rancore di due persone massacrate ingiustamente che aleggia nel luogo del delitto e che si trasmette come un virus verso tutte quelle persone che vi entrino.
Sono passati cinque anni da questo terribile episodio accaduto in una qualsiasi abitazione di un qualsiasi quartiere di una qualsiasi metropoli giapponese e tutto sembra tornato alla normalità.
Ora in quella casa risiede la famiglia Tokunaga, composta da Katsuya, la moglie Kasumi e Sachie, la mamma di lui, ormai rincoglionita e bisognosa di aiuto durante la mattina in cui i due sposi sono impegnati al lavoro. Viene chiamata così l’assistente sociale Rika, che appena arriva si accorge di “strane presenze” nell’abitazione: sono un misterioso bambino in compagnia di un gatto nero rinchiusi in un ripostiglio con del nastro adesivo e il fantasma di una donna dagli occhi insanguinati. Ovviamente, la ragazza rimane shockata e portata in ospedale. Intanto, i due coniugi e la loro ospite, Hitomi, la sorella di lui, vengono coinvolti nella storia, ed alla fine le tre persone verranno dapprima ridotti in uno stato catatonico, per poi morire col viso ridotto ad una maschera di terrore.
Nel frattempo, i poliziotti, comandati dall’ispettore Nakakama, indagano e grazie alla testimonianza di Rika, capiscono che quelle morti sono direttamente riconducibili ai terribili fatti che avvennero nella casa cinque anni addietro. Si mettono così in contatto con Toyama, colui il quale si occupò a suo tempo del caso. Il “virus” arriva fino ad Izumi, una studentessa fino ad allora allegra e spensierata e figlia del poliziotto, che inizia a barricarsi in camera, al buio e con le finestre riempite di giornali. Anche loro, come i Tokunaga, vedranno quello che mai avrebbero voluto vedere.
Rika rimarrà l’unica sopravvissuta e solo alla fine riuscirà a ricomporre il puzzle e capirà di essere invischiata in un disegno da cui è impossibile uscire.
Consigliato a chi ha tempo...
"Ju-On", diretto da Shimizu Takashi, un'allievo di Hideo Nakata, quello di "Ringu" per intenderci, è un film appassionante, terrorizzante e misterioso, ma non facile, anzi, davvero complicato, che necessita assolutamente di una seconda visione per essere compreso fino in fondo. Quindi, proprio non lo consiglierei a tutte quelle persone deboli di cuore, che dopo una prima volta non vorranno ripassarci :-)
I dubbi che possono nascere riguardano soprattutto il bambino, Toshio: è stato ucciso insieme alla madre dal padre? O è lui che uccide il padre, dopo averlo visto ammazzare la madre? O è morto dal rancore e poi si è reincarnato in un gatto? Inoltre: perchè Rika si porta le mani al volto e sembra non muoia mai? Cosa c'è dietro i personaggi di Toyama e Izumi? E delle sue amiche? Il vecchio sulla sedia a rotelle riesce a vedere Toshio? E perchè? Ce ne sarebbero molte altre di domande, ma aspetto che ve le facciate da soli e che vi diate una risposta dopo avervi visto il film. Poi ne possiamo riparlare...
Vorrei, però, specificare che la paura che ci viene trasmessa non è quella fatta di morti, laghi di sangue, violenza e roba del genere: certo, elementi come questi ci sono, ma a farla da padrone è l'atmosfera, costantemente cupa e buia, da cui all'improvviso può uscire qualsiasi cosa. Anche il servirsi di luoghi ed elementi familiari, l'uso della rarefazione e della sottrazione piuttosto che dell'accumulo di effetti e colpi di scena, il combinare musiche e suoni raccapriccianti, porta lo spettatore ad una stimolazione sensoriale continua ed a collezionare spaventi in serie. Così, più che parlare di paura vera e propria, parlerei di angoscia, anch'essa capace di farci cagare addosso.
Il film in questione è molto ben destrutturato, diviso in episodi che ci mostrano come la maledizione, simile ad un virus, si trasmetta di persona in persona. Inoltre, la storia può passare dal passato al futuro senza che noi ce ne accorgiamo. Se posso consigliarvi, state attenti alla cronologia degli eventi, o rimarrete spiazzati!
Inevitabile il confronto tra i prodotti del maestro, Nakata, e delll'allievo, Takashi, tra "Ringu" e "Ju-On": il primo, nel complesso risulta più avvincente, mentre il secondo è sicuramente più terrificante.
Sempre parlando di quest'ultimo posso dirvi che è il primo episodio cinematografico (c'è anche il sequel...), ma il terzo sull'argomento, preceduto da due episodi televisivi, anch'essi diretti dallo stesso regista. E in più Sam Raimi ("SpiderMan", "La casa") e la sua casa di produzione, la Ghost House Pictures, ha acquistato i diritti del film per farne, sull'esempio di "The ring", un remake all'americana. Takashi dovrebbe rimanere al "timone di comando".
Tecnica
Veramente una sorpresa (in senso positivo...), questo dvd, dal punto di vista tecnico. Come in tutti gli horror, il film si sviluppa in un ambiente buio e cupo: un elemento che spesso rischia di penalizzare la qualità visiva dei dischi argentati. Invece il video di "Ju-On", presentato in un formato 1.85:1 anamorfico, è davvero buono, ben dettagliato, con un contrasto ed una luminosità ottimali, ed una resa cromatica senza sbavature.
Il sonoro, codificato in Dolby Digital 5.1 sia per l'italiano che per il giapponese (scegliendo questa lingua, sono obbligatori i sottotitoli in italiano), convince un pò meno. Essendo una pellicola principalmente "parlata", non richiede forzatamente una chissà quale dotazione; i dialoghi sono comprensibili e puliti, come le musiche. Tra quest'ultime, vorrei segnalare il bellissimo brano che ci accompagna durante i titoli di coda: è "Let me in" di Suitei Shojo. Un difetto rovina però l'audio: ogni tanto ci si può accorgere che se un oggetto viene spostato o cade. non si avverte nessun rumore.
Da segnalare anche che il film è diviso in 8 capitoli (tanti quanti sono gli "episodi"), davvero pochini...
Extra
Penso proprio che chi ha realizzato il dvd non sappia cosa sono gli extra. Infatti, il disco in questione è davvero povero di contenuti.
-menu animati ed interattivi
-accesso diretto a 8 episodi
-filmografia del regista
-note di produzione
Per concludere...
I miei gusti cinematografici sono diretti più verso Occidente che verso Oriente, e mi sono avvicinato molto scettico a questo titolo, che invece, alla fine mi ha sorpreso positivamente.
Ognuno ha una propria sensibilità alla paura, ma a me il film ha davvero spaventato e lasciato con delle terribili visioni... alcuni di voi, forse, ne rimarranno indifferenti perchè preferiscono gli horror "violenti" alla "Freddy Krueger".
Comunque, a seconda di come la pensiate, "Ju-On" è un film assolutamente da provare.
Un'ultima cosa: ricordatevi di mettere il pannolino o sporcherete le mutande! :D |