Bosnia a stelle e strisce, ma non per tutti.
“Tutto è bene ciò che finisce bene”, recita il protagonista di Benvenuto Mr. President, drammatico film bosniaco di Pjer Zalica, che ancora una volta affronta le difficoltà della convivenza fra le etnie che compongono questa terra perché nulla, anche in tempo di pace, appare giungere al termine. Il lungo processo di fusione e accettazione è solo agli inizi e, anche quando si tratta semplicemente di discutere a un tavolo durante un pranzo le proprie ragioni, bosniaci e serbi sono al limite dell’uso delle armi. Niente è deciso perché l’astio è stato messo a tacere solamente dalle decisione politiche e, forse, da un’incombente America. Infatti, c'è qualcuno a cui è rimasta dentro una devastazione enorme, un dolore così forte che proprio non riesce a stare al gioco.
Pochi giorni d’ordine e democrazia
1996 - Tesanj è un paesino della Bosnia dove l'apparenza di serenità nasconde una realtà fatta di corruzione, criminalità e mancanza di prospettive. Una ventata di speranza sembra voler far cambiare il corso della storia. Arriva dalla notizia dell'imminente visita del presidente americano Bill Clinton: per quella data bisognerà aver nascosto tutto! Tutti si danno da fare per mostrare il loro lato migliore e ottenere così cospicui capitali stranieri. L'unico a non essere toccato dalla cosa è un uomo che non si rassegna alla scomparsa del figlio, morto in guerra.
Tecnica
Bisogna dire che tecnicamente il film si presenta piuttosto bene: la qualità del video (in formato 1.77:1) è buona, i colori sono brillanti ed il contrasto è corretto. Anche i neri sono profondi; ciò che balza all’occhio, invece, è una certa sfocatura nei contorni e uno sfarfallio nei bordi dell’immagine. Più che discreta la compressione video. L’audio, sia bosniaco, sia italiano, è in un perfetto Dolby Digital 2.0. Limpido ed equilibrato nei toni, non fa rimpiangere più di tanto un magari piatto ed anonimo 5.1.
Sottotitoli in italiano per non udenti
Extra
Quasi sufficienti per la tipologia di film:
- Trailer in Italiano
- Galleria fotografica
- Cast e filmografie
Commento
Pjer Zelica, che ha realizzato diversi documentari sulla guerra in ex Jugoslavia, ha detto che della guerra si era stufato e ha voluto fare un film sulla pace che, a guardare bene, gli sembrava più amara della guerra stessa. Il suo è un lungometraggio tragicamente comico, in cui il gusto per il paradosso riesce a esaltare e cogliere in pieno la realtà irrisolta del dopo guerra civile. La situazione assurda che si viene a creare nel suo paesino innesca un gioco fittizio delle parti, una capriola dei ruoli, in cui i paesani fingendo o scherzando si dicono cose davvero serissime. Pardo d'argento al Festival di Locarno, il lavoro di Zalica vanta un cast professionale e promettente (su tutti, Bogdan Diklic -Zaim e Sasa Petrovic -Husnija, entrambi già visti nel 2001 in "No Man's Land") e momenti d’interesse anche culturale, come le gustose feste folkloristiche che sono rappresentate in due o tre passaggi del film. |