Trama
Squilla la campanella dell’ultimo giorno dell’ultimo anno di liceo. Giugno 1989. Roma.
Una folla di studenti con pantaloni a vita alta e zaini Invicta sulle spalle esce dalle aule con il sottofondo della voce interiore di Luca Molinari, protagonista e io-narrante del film. Il giovane maturando (interpretato da Nicolas Vaporidis) approfitta dell’entusiasmo generale per scagliare una violenta invettiva verbale contro Martinelli (Giorgio Faletti), docente di letteratura italiana, soprannominato dagli studenti “la carogna”. Salvo poi scoprire che l’insultato professore non solo sostituirà il designato membro interno agli esami di maturità, ma che è anche padre di Claudia (Cristiana Capotondi), ragazza di cui Luca si è perdutamente innamorato dopo averla incontrata a una festa in piscina. Attorno alle sventure del sognatore Molinari si intrecciano le vicende di un gruppo di amici in procinto di affrontare gli esami: tra pomeriggi di studio, storie d’amore e tradimenti, spinelli e falsi titoli dei temi, Alice, Massi, Simona, Riccardo e Luca consolidano la propria amicizia e si avviano a diventare grandi.
Revival Anni Ottanta
Pellicola coral-generazionale dell’esordiente Fausto Brizzi, “Notte prima degli esami” è un film dedicato agli adolescenti degli anni Ottanta, che strizza l’occhio non solo ai trentacinquenni, ma anche ai diciottenni del Duemila. Come a suggerire che certe sensazioni, vissute durante le tappe imprescindibili dell’esistenza di un individuo, sono figlie del tempo ma anche dell’eternità. Possono cambiare mode, colonna sonora, condizionamenti culturali, ma qualcosa di comune rimane: un misterioso e soggettivo quid che il film intende ritrarre, parlando al pubblico attuale dietro l’escamotage della collocazione geografica e temporale.
Con la collaborazione degli amici Marco Martani e Massimiliano Bruno, Fausto Brizzi (sceneggiatore di alcuni film di Neri Parenti come “Natale in India”, “Christmas in Love” e “Natale a Miami”, interpretati dal duo Boldi-De Sica) scrive e dirige questa commedia giovanilista, prodotta da Lucisano con la complicità di RaiCinema.
“Notte prima degli esami”, il terzo film a citare nel titolo una canzone di Venditti (dopo “Un mondo di ladri” dei Vanzina e “Ricordati di me” di Muccino), è una pellicola che rischia di trasmettere, a chi non ha vissuto di persona gli anni Ottanta, un’immagine stereotipata e semplificata del fermento culturale e sociale dell’epoca: un film che ruota attorno a poster, canzoni, abiti, trasmissioni televisive e citazioni spesso di maniera, fermandosi più di una volta in superficie, allo stadio di pura commedia nostalgica. Soprattutto quando la trama cerca di accostare l’histoire événementielle del quotidiano con la macrostoria rappresentata da eventi di indubbia portata culturale e sociale come la caduta del muro di Berlino, l’ultimo scudetto vinto dall’Inter, la beffa dei giornalisti di RadioRai che dichiararono automaticamente promossi i maturandi di quell’anno.
Gli attori (tra i giovani: Sarah Maestri, Andrea de Rosa, Eros Galbiati e tra gli adulti: Ric, Valeria Fabrizi, Daniela Poggi), malgrado una discreta prova di recitazione, non riescono a mitigare la banalità di un film a metà tra la fiction televisiva (pensiamo a “I ragazzi del muretto” o a “I ragazzi della III C”) e il luogo comune mucciniano. Anche Faletti, pur essendo abbastanza credibile nel ruolo del professore ambiguo, frustrato e in preda a vagheggiamenti di una giovinezza da sessantottino (nemico, poi amico, poi ancora nemico, ma forse capace di lasciare un segno nella vita di Molinari), non riesce ad attribuire al personaggio quella sfumatura di autentica umanità che abbiamo incontrato e apprezzato nei professori de “La scuola” di Luchetti-Starnone.
Interessante e ben costruita la colonna sonora, forse vero punto di forza del film: da Donatella Rettore di “Lamette” ad Antonello Venditti (con “Settembre” e “Notte prima degli esami”), passando per Raf (“Cosa resterà degli anni ‘80”), gli Europe (“The final countdown”), i Duran Duran (“The wild boys” e “Save a prayer”), Claudio Cecchetto (“Gioca jouer”) e i Queen (“Don’t stop me now”).
Accattivante (se non originale, sulla scia di uno stilema piuttosto comune, inaugurato da “American Graffiti” di Lucas) la scelta di condensare il futuro dei protagonisti nei titoli di coda: con un sorriso (tutto per il bistrattato e antipatico Santilli) scopriamo quanto le vicende di quell’estate, prima degli esami, abbiano influenzato e, in alcuni casi rivoluzionato, l’esistenza di Luca e colleghi.
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