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SPECIALE SUL MONDO DEL COSPLAY

Locandina Speciale sul mondo del Cosplay Genere: Animazione
Titolo originale: Cosplay
Nazione: Italia
Anno produzione: 2006
Links: GiorgiaCosplay - Associazione nazionale cosplay - Francesca Dani

Come nasce il cosplay
Possiamo definire il cosplay come una sorta di tradizione giapponese, che ha inizio con il successo delle fiere nei primi anni Ottanta. Con questo termine si identificano tutti gli appassionati di anime e manga che amano vestirsi e interpretare i loro personaggi preferiti caratterizzandoli appieno. Ma non si tratta di una sorta di Carnevale o Halloween giapponese.
A Tokyo la più importante fiera è il Comiket che si svolge in primavera e autunno e questo fenomeno si è esteso anche al mercato della comunicazione, con riviste dedicate ai cosplay, dvd con servizi fotografici, negozi di costumi e locali dove le cameriere sono in costume o dove si organizzano serate dedicate ai cosplay.
Negli anni Novanta il fenomeno ha preso sempre più piega, tanto che si sono creati appositi spazi per i cosplay all’interno delle fiere e manifestazioni.

Chi sono i cosplayer?
A chi non è mai capitato di vedere i propri beniamini tra gli stand delle fiere dedicate ai fumetti?
In realtà sono dei cosplayer, ragazze e ragazzi che per passione si vestono da personaggi di anime, manga, videogiochi e film, ricostruendo il costume più simile all'originale e calandosi in tutto e per tutto nel ruolo del personaggio interpretato.
Nella maggioranza dei casi si tratta di ragazze dall'età compresa tra i 15 anni e i 35 anni.
Si radunano nelle fiere o mostre mercato dedicate ai fumetti, dove vengono creati appositi spazi e un concorso, che in genere si svolge di sabato e domenica (giorni di massima affluenza).
Il concorso è composto da:
- iscrizione;
- un presentatore fa una breve introduzione alla gara;
- i cosplayer salgono sul palco, mostrando il loro costume al pubblico e alla giuria (se c'è) e recitando una scenetta o cantando .
- votazioni;
- si dichiarano i vincitori.
I costumi possono essere realizzati cucendoli personalmente (molto apprezzato da i cosplayer) o cuciti da parenti o conoscenti. Ma si possono modificare abiti che già sono esistenti. E se proprio non si è capaci di usare ago e filo...si può ricorrere ad una sarta o comprare direttamente il costume.

Cosa significa cosplay
Cosplay è l'abbreviazione di "costume + play", cioè gioco del costume. Il cosplayer è chi pratica il cosplay.
Trekker sono coloro che non impersonano un personaggio reale, ma un personaggio potenziale della serie: non vestono cioè i panni del Capitano Picard o da Spok, ma da semplici ufficiali o da vulcaniani. Questa categoria raccoglie gli appassionati di Guerre Stellari, Il Signore degli Anelli, Star Trek.
Crossplay sono ragazze in abiti maschili (fusione delle parole crossdress e cosplay), possono essere anche ragazzi in abiti femminili.

In Italia...
Le prima apparizione dei cosplayer italiani sono avvenuta alcuni anni fa alla fiera "Lucca Comics" con i personaggi degli anime più gettonati all'epoca, cioè DragonBall e SailorMoon.

Oggi il fenomeno si è allargato a macchia d'olio e si è esteso a numerosi eventi tipo il Comiconvention-Quark Hotel a Milano e alla fiera "Romics", ma anche il "Torino Comics" è in crescita.

Non posso fare a meno di coinvolgere in questo speciale una delle più note cosplayer italiane, Giorgia Vecchini, che nel 2005 ha vinto World Cosplay Summit con il costume di Silen tratto da film di Devilman.

Intervista a Giorgia Vecchini

-Come è nata la passione dei cosplay?

Giorgia: Il cosplay è iniziato per me propriamente come un gioco dieci anni fa oramai, con la fiera di Lucca Comics marzo 1997, un diversivo simpatico da praticare con gli amici durante le fiere e col passare degli anni è diventato uno dei miei hobby principali.
Il mio primo cosplay risale alla lontana Lucca Comics 1997, quasi 10 anni di onorata carriera (ormai sono vicina al pensionamento XD). Iniziai per caso, era il momento del successo strepitoso dell’anime SailorMoon e decisi di interpretare la mia guerriera preferita, Sailor Mars, così per gioco, assieme alla mia migliore amica che tutt’ora è la webmistress del mio sito.
Da allora non andare ad una fiera in costume divenne una vera sofferenza: ero entrata nel tunnel! *_*
Eravamo davvero in pochi allora a girare per le fiere nei panni dei nostri personaggi preferiti, e nemmeno sapevamo che questo hobby fosse già stato codificato come “cosplay” e che in Giappone, sua patria d’origine, fosse una pratica dilagante già a partire dai primi anni novanta. In realtà, siccome alla manifestazione di fumetti e animazione per eccellenza che è Lucca Comics, era pratica usuale per i ragazzi dediti ai vari Giochi di Ruolo vestirsi come i loro personaggi, anche noi amanti dell’animazione e dei manga pian piano abbiamo iniziato a presentarci con i nostri personalissimi costumi, in cosplay appunto. Quello che era nato per essere un approccio divertente con cui girare assieme ad altri amici per queste convention è diventato col passare del tempo uno dei miei hobby principali.

-Cosa significa per te essere una cosplayer?

Giorgia: Perchè faccio cosplay quindi?
Perché è divertente.
Perché si conoscono un sacco di persone.
Perché è una passione molto creativa e che implica, richiede e sviluppa diversi tipi di competenze.
Perché è un altro modo colorato e multisfaccettato di vivere la propria passione per l’animazione giapponese e non, e i fumetti in genere.
Perché è gratificante: danno indubbiamente soddisfazione le numerose foto per cui si posa durante gli appuntamenti fieristici e i complimenti ricevuti.
Perché fa sognare e per un giorno si può diventare in tutto e per tutto il personaggio che si è deciso di interpretare.
... o almeno, questi sono alcuni dei miei perché...

-I costumi ai quali ti senti più legata?

Giorgia: L’arpia Silen, senza dubbio! Mi ha permesso di vincere il campionato mondiale di cosplay in Giappone, è l’unico costume che ho realizzato interamente da sola, e mi ha concesso di stringere la mano a Go Nagai e Leiji Matsumoto.
Ma anche Alcyone, la maga di Magic Knight Rayearth, e sicuramente Sailor Pluto, che è un po' il costume con cui m identificano all'estero.

-Sappiamo che sei stata vincitrice come miglior costume individuale al World Cosplay Summit 2005. Ci racconti qualcosa di questa esperienza?

Giorgia: E’ un avvenimento che non ho ancora metabolizzato del tutto... da allora si sono innescati una serie di meccanismi e reazioni a catena che ancora vorticano attorno alla mia vita. E tante belle opportunità.
Partecipare al WCS per un cosplayer è la massima ambizione; si ha la possibilità di rappresentare il proprio paese ad una competizione di livello mondiale, il che si traduce in una settimana completamente gratuita nel paese dell’animazione, una settimana all’insegna di parate, ospitate televisive, servizi fotografici ecc.
Una settimana unica, impossibile da dimenticare
Aver vinto, aver portato a casa il titolo mondiale, è nel nostro piccolo, un oro olimpico.
Sono soddisfatta e orgogliosa della vittoria che la squadra Italiana ha conseguito, abbiamo lavorato parecchio per questo risultato ma ne è valsa la pena.

-Hai qualche simpatico episodio da raccontare legato ai tuoi cosplay?

Giorgia: Ne avrei tantissimi... ma il tempo è tiranno... solo non dimenticherò mai l’emozione di aver ricevuto il premio al World Cosplay Summit in Giappone dalle mani del sensei Matsumoto (il papà di Capitan Harlock) mentre una delle giurate, cugina di Go Nagai, guardando il mio costume dell’arpia Silen - versione live - ha disegnato un manga con me come protagonista asserendo che era migliore il mio costume che quello del film realizzato in cg! *_*
Oppure lo scorso anno aver conosciuto il maestro Go Nagai e aver cantato Mazinga Z in giapponese davanti a più di 5000 persone con lui che a fine esibizione si è complimentato con me ;_;

-Cosa consigli a chi vuole iniziare a praticare i cosplay?

Giorgia: Innanzitutto di avere tanta voglia di sperimentare e mettersi in gioco.
Fare cosplay significa avere voglia di mettere alla prova le proprie capacità, non solo sul piano strettamente sartoriale, cui spesso mamme o parenti zelanti ci vengono incontro, ma anche prettamente manuale.
Inoltre bisogna fare attenzione nella scelta del personaggio.
Meglio lavorare su qualche personaggio che non solo sentiamo affine ma che, per quanto possibile, ci sia somigliante.
Oltre alla fattura del costume inoltre non va trascurata l’interpretazione, ovvero la parte “player”, quella cioè che ci fa immedesimare nel personaggio, muoverci e atteggiarsi esattamente come lui.
Tra l’altro mediamente un cosplayer posa per qualche centinaia di foto a ogni fiera, e spesso gli stessi fotografi esigono una posa plastica dal loro beniamino... non si può certo deluderli no?
E se questo non bastasse vi rimando alla sezione "Come si diventa cosplayer" del mio sito: http://www.giorgiacosplay.com/comesifacosplayer.html


Tutte le foto sono state scattate alla fiera "Lucca Comics & Games 2006"

Lorenza Bartolini
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I VOSTRI COMMENTI (8):

ATA - Inveruno - 10/06/2007
Un fenomeno che da noi sta dando risultati incredibili ! Complimenti a tutti i partecipanti a questo fantastico mondo !
Voto: 10

Giorgia - Verona - 04/06/2007
si ero io...
Voto: 10

Gareth - Torino - 15/05/2007
Non c'e' che dire il fenomeno del cosplay è in espansione e nonostante sia nato in Giappone, Giorgia e altre persone determinate come lei stanno dimostrando che l'Italia non ha nulla da invidiare al giappone in quanto a creatività :)
Go Cosplay!!
Voto: 10

Evilzzx - Napoli - 14/05/2007
ciao ho visto il tuo sito giorgia compliemtni veramente ma eri tu quella vestita da arpia silen al comicon a napoli? cmq compliemnti veramente ciao
Voto: 9

Hardin Blues - Chicago, Illinois - 11/05/2007
Mi son vestito 2 volte x il Lucca Comix (cmq non da personaggio di un manga/anime ma da Elwood) ed è un'esperienza davvero unica e divertente! Potersi immedesimare in qualcuno che si ammira o che semplicemente ci piace! Bella la recensione, grande come sempre Lorenza! ;D
Voto: 9
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