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Genere: Azione Titolo originale: Les brigades du tigre Nazione: Francia Anno produzione: 2006 Durata: 125' Regia: Jérôme Cornuau Cast: Clovis Cornillac, Diane Kruger, Edouard Baer, Olivier Gourmet, Stefano Accorsi, Jacques Gamblin, Thierry Frémont, Léa Drucker, Gérard Jugnot, Didier Flamand, Philippe Duquesne Produzione: Les Films Manuel Munz, TF1 International, France 2 Cinéma, France 3 cinéma, Gam Films, TPS Star Distribuzione: Gruppo Fonema Sceneggiatura: Xavier Dorison, Fabien Nury, Jérôme Cornuau Links: Sito ufficiale |
Les brigades du tigre
1907: un'ondata di criminalità senza precedenti insanguina la Belle Epoque. Per affrontare i banditi del nuovo secolo, il Ministro dell'Interno Georges Clemenceu (detto La Tigre) crea una forza di polizia speciale, le Brigate Mobili. 1912: la Francia le conosce sotto un altro nome, la Brigata Tigre.
Les Brigades du tigre fu in origine una serie tv di successo lanciata in Francia negli anni Settanta. I protagonisti sono Valentin, Pujol e Terrasson, i tre storici poliziotti nati dalla penna di Claude Desailly e proposti in televisione nel 1974; la serie durò circa nove anni, attestando un consenso di pubblico che perdurò nel tempo a fronte di 36 episodi totali. Con questa base di partenza, Jérôme Cornuau parla del suo film/remake: "Les Brigades du Tigre è un poliziesco che rispetta i codici narrativi del genere, ma si sposta progressivamente verso una storia più romanzesca. Ho voluto realizzare un film popolare, divertente e, al tempo stesso, personale".
Triplice Inganno rientra in quella schiera di prodotti cinematografici il cui scopo è raccontare - calcando strade narrative parallele - la corretta evoluzione storica della nostra società, con l'intento d'intrattenere in modo originale e visivamente fedele.
In attesa della Belle Epoque...
L'idea, quindi, è di mantenere una base poliziesca, simbolo della serie, modificandone successivamente il registro canonico. Trattandosi di un film popolare - ovvero di un prodotto incline all'omologazione, e quindi rivolto alla massa - il taglio è chiaramente stereotipato, e per di più poco incisivo: la sceneggiatura miscela fin troppi nomi ed eventi creando una fastidiosa confusione cognitiva, mentre la regia, di stampo televisivo, evita inquadrature di ampio respiro prediligendo estemporanei primi piani. Il risultato è dunque sinonimo di sregolatezza, mancanza di fascino e, nel finale, immancabile noia.
Thriller ad alto budget (ben diciassette milioni di euro) che, al di là delle buone scene d'azione, non coglie la profondità della spy-story di genere. A poco vale la bellezza emblematica e provocante di Diane Kruger o il cameo - perché di questo si tratta - di Stefano Accorsi quando, di contro, i personaggi appaiono bidimensionali e sbrigativi nel mostrare il loro vero carattere; a salvarsi, inevitabilmente, l'ottima fotografia curata da Stéphane Cami e i costumi che riproducono alla perfezione gli inizi del Novecento francese.
Un prodotto in definitiva destinato all'home video, e nello specifico a chi desideri un vistoso aggiornamento “tecnico” del loro serial preferito. |