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IL MARCHIO DI DRACULA |
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Genere: Horror Titolo originale: Scars of Dracula Nazione: Regno Unito Anno produzione: 1970 Durata: 96' Regia: Roy Ward Baker Cast: Michael Gwynn, Wendy Hamilton, Jenny Hanley, Anouska Hempel, Christopher Lee, Delia Lindsay, Christopher Matthews, Michael Ripper, Patrick Troughton, Dennis Waterman Produzione: Hammer Films Production Distribuzione: Universal Home Video Sceneggiatura: Anthony Hinds
Musiche: James Bernard Links: Sito ufficiale della Hammer Films Production - Sito del distributore |
Storia di una leggenda
Dracula è l'icona horror/gotica per eccellenza: il vampiro dai denti aguzzi assetato di sangue ha segnato e incuriosito intere popolazioni nel corso dei secoli, professando il credo della paura, della tensione e dell'inquietudine. Grazie all'apporto di Bram Stoker nella narrativa gotica (1897), il personaggio del Conte Dracula ha avuto la sua definitiva consacrazione, lanciando diversi spunti visivi in nuove forme d'espressione che in seguito avranno il sopravvento. Il cinema fu, per l'appunto, uno di quelli. La Hammer Films Production dopo il crollo finanziario dei primi anni Quaranta, si riprese proprio grazie al genere horror, al quale è rimasta legata fino al suo definitivo crollo negli anni Ottanta: i film della Hammer riprendevano moderatamente le spettrali e antecedenti scenografie dei classici horror Universal, aggiungendo quel tocco cruento e verosimile consentito da un ottimo make-up. Ma sebbene per molti cinefili Bela Lugosi rimanga IL conte Dracula per eccellenza, è oltremodo vero che Christopher Lee abbia donato al personaggio quel lato demoniaco e cruento precedentemente solo accennato.
Un bruciore nel cuore
Ne Il marchio di Dracula, Christopher Lee riprende il personaggio dopo dodici anni dal suo esordio (Dracula il Vampiro del 1958). Albert, in cerca del fratello scomparso, finisce prigioniero nel castello di Dracula, ma per fortuna il servo Klove è affascinato da Sara, la ragazza di Albert - rinchiusa anch'ella insieme al fidanzato - e grazie al suo aiuto riusciranno entrambi a fuggire dal castello.
La regia di Roy Ward Baker mette in mostra per la prima volta la freddezza e la ferocia dell'assassinio, esponendo volti lacerati da pipistrelli vampiro, accoltellamenti e omicidi in luoghi sacri. Del Dracula Stokeriano ci sono pochissime tracce: Il marchio di Dracula è pur sempre il quinto capitolo del ciclo vampiristico della Hammer, e ciò si traduce in un vistoso calo di idee (in particolar modo nel ridicolo finale). Tuttavia l'atmosfera, rimasta fedele all'anima gotica delle origini, non ne risente, mentre l'ottimo make-up conferisce alla pellicola una grande potenza visiva, malgrado si senta la mancanza di Terence Fisher alla regia e di Peter Cushing come spalla di Christopher Lee.
Si tratta, insomma, di un discreto horror movie anni Settanta, che rivela nell'impostazione narrativa e nella scarsa originalità contenutistica il suo più grande limite. Per appassionati. |
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Vito Sugameli
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DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.85:1 anamorfico
Formato audio: inglese, italiano e spagnolo dolby digital 1.0 mono
Sottotitoli: italiano, ceco, danese, finlandese, olandese, polacco, portoghese, spagnolo, svedese, ungherese
L'edizione digitale de Il Marchio di Dracula non segue il filone dei classici horror anni Trenta della stessa Universal: rimasterizzati (e ridoppiati) per dar sfoggio di un cinema come non mai preso a modello. Il prodotto commercializzato presenta, al contrario, l'originale traccia in italiano codificata in dolby digital 1.0 (per altro intervallata da un breve dialogo in spagnolo, evidentemente sfuggito in sede di adattamento); l'immagine non mostra vistose complicazioni, nonostante i colori appaiano sbiaditi e poco luminosi e la calibrazione dei contrasti non sia d'effetto. La totale assenza di contenuti speciali, in definitiva, indirizzano questa edizione ai soli appassionati del genere horror firmato dalla Hammer Production.
Contenuti speciali
Del tutto assenti. |
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I VOSTRI COMMENTI (1):
leo - roma - 08/12/2008
Tipico film hammer: con il castello, il villaggio i vampiri; le cose che piacciono a me. Voto: 8.5
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