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ANIMANERA

Locandina Animanera Genere: Drammatico
Titolo originale: Animanera
Nazione: Italia
Anno produzione: 2006
Durata: 93'
Regia: Raffaele Verzillo
Cast: Antonio Friello, Giada Desideri, Luca Ward, Domenico Fortunato, Luigi Santoro, Elisabetta Cavallotti, Luis Molteni
Produzione: Progeda S.r.l., I.M.S. De Angelis Group
Distribuzione: Medusa
Sceneggiatura: Pier Francesco Corona, Raffaele Verzillo
Musiche: 16 BIT
Links: Mobilitazione sociale - Caramella buona - Aquilone blu - Telefono arcobaleno - Associazione Prometeo
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Violenza recidiva
Enrico Russo è un pedofilo che rapisce e uccide bambini. Un poliziotto, un magistrato ed uno psichiatra tentano di arrestarlo, ma per loro è difficile identificare una persona che si nasconde dietro apparenze di normalità. Un giorno Enrico incontra Andrea, un bambino di sette anni, del quale si innamora. Vorrebbe essere per lui il buon padre che non ha avuto. Ma la sua natura violenta e criminale emerge, soffocando i buoni propositi. Ed è per puro caso che il poliziotto scova il mostro, proprio mentre sta compiendo il suo rito sacrificale…

La paura è la coscienza del nulla
3.000 i bambini scomparsi in Italia negli ultimi tre anni.
100.000 i potenziali pedofili in Italia.
600 bambini vittime della pedofilia lo scorso anno in Italia.
90.000 € l’introito giornaliero di un sito pedopornografico.
100 € il costo medio di una foto pedopornografica.


Il regista Raffaele Verzillo si fa portavoce di quel "male assoluto" (così come lo ha definito lui stesso) decisamente poco trattato nel nostro paese - situazione che ne amplifica il dramma - e realizza un noir/poliziesco anni Settanta, tradizionalista e anti "fenomeno digitale". Pellicola vera, che dona alle immagini quel tocco desaturato e sporco. Diretto con sguardo televisivo e sceneggiato seguendo stilemi classici del genere, sfrutta sensatamente l'autorevolezza dell'approccio psicologico al fenomeno, spingendo lo spettatore alla consapevolezza che dietro alla figura del carnefice si celino in gran parte dolore e sofferenza, e che il problema andrebbe affrontato alla radice. I bambini andrebbero protetti e accuditi nell'agenzia di socializzazione primaria qual'è la famiglia, messi al corrente dei rischi provenienti da una società tanto abietta, oscura e meschina. Luca Ward - aiutato da un timbro di voce assai affascinante - presta fisicità e irrazionalità da duro al personaggio del commissario Masciandaro, contrapposto al metodo sociologico e permissivo della dott.ssa Anna Polito (Giada Desideri). Intensa e disturbante l'interpretazione di Antonio Friello, il quale, calatosi nei panno del pedofilo Enrico Russo, destabilizza fortemente. Delizioso il piccolo Luigi Santoro. Vintage e dalla musicalità rockeggiante (molte le influenze, dai Radiohead ai Negroamaro) la colonna sonora realizzata dal gruppo 16bit, con la traccia Fiammifero che riprende il tema centrale della pellicola ("non c'è un fiammifero che può bruciare i miei ricordi, non c'è un sonnifero che può ridarci i nostri sogni"). Animanera non vuole essere un prodotto commerciale, né ha la pretenziosità di fornire facili risposte. E' nell'intimo un'opera di denuncia sociale, sviluppata con difficoltà tecniche ed economiche (le quali si ripercuotono sull'oggettiva qualità del girato). Televisivo, a tratti sconnesso e prevedibile, ma anche crudo, violento e utile, soprattutto in un panorama cinematografico come quello attuale le cui regole commerciali vengono prima dei contenuti veri e propri, in grado di porre sotto i riflettori questioni di estrema rilevanza sociale.

Curiosità
Il film, interamente autoprodotto, è stato finanziato da imprenditori privati che, insieme alla maggior parte del cast artistico e tecnico, hanno rinunciato ai propri compensi in cambio di una partecipazione agli utili eventualmente ricavabili dalla vendita del prodotto, con lo strumento giuridico dell’associazione in partecipazione. Il film gode inoltre dell’appoggio di alcune fra le maggiori Associazioni che lottano contro la violenza sui minori quali La caramella buona, Aquilone blu, Telefono Arcobaleno, Associazione Prometeo e Mobilitazione sociale.

Vito Sugameli

INTERVISTA AL REGISTA RAFFAELE VERZILLO E AL CAST

Perché ha scelto un tema così delicato come quello della pedofilia?
Verzillo: Il film lo scrissi nel 2005 ma inizialmente il tema centrale non era la pedofilia. Volevo tuttavia sviluppare un film la cui tematica fosse il male assoluto, e andando a fondo nella ricerca mi sono scontrato col delitto "pedofago", perché il pedofilo si nutre delle anime dei bambini. Con Pier Francesco Corona ci siamo addentrati in un universo sconvolgente, orribile. Non ho citato internet perché sono dell'idea che va affrontata l'origine del male, e soltanto dopo le varie ramificazioni.
Ringrazio tutti, cast tecnici e principalmente Medusa per aver creduto nel progetto e per averlo finalmente distribuito, dopo due anni di continui rifiuti da parte di tutte le altre case di distribuzione.

Come mai ha utilizzato un linguaggio tanto esplicito? Cosa ne pensa del divieto dato al film?
Verzillo: Mi sono attenuto alla realtà, documentandomi e prendendo le informazioni necessarie dai siti delle associazioni, leggendo diversi testi, tra cui quello della professoressa Oliverio Ferraris Anna (Pedofilia. Per saperne di più - ndr) e molti altri che non abbiamo avuto modo di citare.
Per quanto riguarda il divieto ai minori di quattordici anni, e parlo in qualità di padre, è sacrosanto. Però è anche un film che può essere visto dai bambini, se comunque seguiti dai genitori. Dipende dalla sensibilità di chi ne fruisce.

Perché il padre di Enrico parla in versi napoletani?
Verzillo: L'attore che interpreta il padre, Enzo Castaldo, ha scritto delle poesie legate a momenti di violenza subita in tenera età. Le abbiamo riprese e legate alla nostra storia.

Come si prepara psicologicamente un bambino a questo ruolo?
Verzillo: In realtà abbiamo giocato molto. Luigi è un bambino molto intelligente. Prendendo come riferimento "Titti e Gatto Silvestro" abbiamo lavorato due mesi in un percorso a step che delineasse la deformazione della personalità del personaggio a lui contrapposto, interpretato da Antonio Friello.
Santoro: E' stato divertente. Ho ricevuto una mano d'aiuto da parte di tutti. Non sapevo quale fosse la tematica del film quando giravamo, solo dopo ho visto di cosa trattasse ed è stato si, sconvolgente...

Quali sono state le ragioni che vi hanno convinto ad accettare la parte?
Friello: E' stata un'impresa... Ho parlato col regista col quale ho definito il carattere che avrei dato al mio personaggio. Insieme abbiamo deciso un certo tipo di approccio, delineato le diverse personalità dell'uomo prima (distinto, di buona famiglia, il classico insospettabile) e del mostro dopo, un vero e proprio predatore di bambini, sadico e seduttore. Un uomo complesso, omicida... ma anche una vittima di violenze.
Ward: E' appurato che faccia sempre il cattivo nella finzione televisiva. Quando Verzillo mi mandò la sceneggiatura e la lessi, accettai subito, consapevole che ancora una volta avrei interpretato il killer assassino... Ma quando chiamai il regista e mi disse il contrario non trattenni l'entusiasmo. Finalmente interpreto una brava persona, wow! Ho interpretato il personaggio pensando tra me e me: "come reagiresti a un simile scontro emotivo?". Ho così recitato un ruolo sulla base della mia personalità, come se fosse Luca Ward a decidere... E' la prima volta che interpreto me stesso. Sul set, poi, ho avuto la conferma di quanto stessi facendo qualcosa di socialmente importante.
Fortunato: Per me è stato un pugno nello stomaco, mi sono documentato molto, ho letto tantissimo. Inizialmente pensavo, come Luca, di interpretare il cattivo. Quando il regista mi chiamò dicendomi che avrei interpretato il magistrato rimasi di stucco. Innanzitutto ho accettato perché non capita spesso di avere tra le mani una sceneggiatura così. Non è presente il solito cliché del prete pedofilo, e questo ha dato maggiore veridicità alla storia. Sul set poi, c'era un silenzio sacro.
Giada Desideri: Per quanto riguarda la mia preparazione, mi sono stati d'aiuto due testi: il copione, particolarmente istruttivo, e Predatori di bambini di Massimiliano Frassi. Quando mi chiamarono per la parte, non sapevo realmente quali mostruosità girassero intorno alla pedofilia. La dottoressa Anna Polito è una figura molto sensibile e razionale, meno fisica rispetto al personaggio interpretato da Luca in quanto preferisce studiare le menti. La cassazione non attenua né elimina la considerazione che sia una malattia, poiché le violenze sono intenzionali. Da questa notizia drammatica bisognerebbe fare un esame di coscienza e valorizzare l'ambiente familiare; dare insomma il giusto peso ai valori della famiglia.

DVD
Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.85:1
Formato audio: italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: italiano per non udenti

Il dvd, proposto da Medusa Home Entertainment, offre una buona qualità tecnica generale.
Le immagini sono nitide e ben definite, anche se in alcune scene, in modo particolare quelle più buie, perdono in dettaglio e presentano un po' di grana. L'audio è esente da particolari difetti e i dialoghi sono sempre ben comprensibili.

Contenuti speciali
Intervista a Raffaele Verzillo
Una sezione (13 minuti circa) in cui, dopo una breve biografia del regista, viene proposta un'intervista in cui questi parla del film e della sua realizzazione.
Intervista a Luca Ward
Un breve intervento di Luca Ward sul film.
Backstage
In questa sezione vengono mostrate alcune immagini tratte dal dietro le quinte: brevi interventi degli attori e scene in fase di realizzazione.
Trailer
Cast artistico
Cast tecnico

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I VOSTRI COMMENTI (1):

fport - roma - 22/08/2008
mi sembra ora che i cinema italiana si rivolga ai lati più nascosti dell'animo umano e non soltanto alla commedia, certe sprimentazioni andrebbero aiutate ed incoraggiate dallo stato per sviluppare nuovi orizzonti
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