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Genere: Drammatico Titolo originale: Üç Maymun, Three Monkeys Nazione: Turchia, Francia, Italia Anno produzione: 2008 Durata: 109' Regia: Nuri Bilge Ceylan Cast: Yavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rıfat Sungar, Ercan Kesal Produzione: Zeynofilm, NBC Film, Pyramide Productions, BIM distribuzione Distribuzione: BIM distribuzione Sceneggiatura: Ebru Ceylan, Ercan Kesal, Nuri Bilge Ceylan Links: Sito del distributore |
Crisi in famiglia
Una famiglia entra in crisi per colpa di una serie di piccoli segreti che alla fine si trasformano in grandi menzogne: l'uomo si prende la colpa di un omicidio per una cospicua somma di denaro, la donna nel frattempo lo tradisce con un politicante e il figlio, malauguratamente per lui, finisce per chiudere il cerchio col sangue. Tutti vorrebbero rifugiarsi nel silenzio, poiché rifiutano di affrontare la verità e di conseguenza il dialogo. Si crea così il gioco, nocivo, delle tre scimmie: si allontanano a tal punto da perdere le tracce...
Non sento, non guardo, non vedo
Non è un caso che il film di Nuri Bilge Ceylan utilizzi nel titolo la metafora delle tre scimmie sagge - le quali non vedono il male, non guardano il male e non sentono il male - per analizzare il comportamento umano e sviluppare una storia fondata su incomunicabilità, segreti e incertezze. Non è un caso perché con la cultura orientale il regista turco condivide anche il ritmo narrativo e la suggestiva bellezza fotografica (Gökhan Tiryaki). Il carattere, dopotutto, passa dalle immagini - sporche, con un divino gioco di chiaro-scuro -, le quali vengono letteralmente inseguite dai testi. Questi ultimi, evidentemente in difficoltà e non all'altezza dell'abbagliante espressività delle immagini, non sembrano puntare a qualcosa di concreto, perdendosi nei meandri di un discorso tanto logico quanto prevedibile. Nelle intenzioni del regista c'era quello di "aggiungere un nuovo tassello volto alla comprensione del nostro mondo interiore, un mondo che è impossibile formulare razionalmente"; ma a conti fatti non è che un esercizio di stile dove la tecnica avvolge completamente la narrazione. E non v'è possibilità di appello. Fotografo di professione, Ceylan dal '95 ha realizzato diverse pellicola di successo non solo in patria (fra le più acclamate Uzak e Il piacere e l'amore); legittimamente la critica col tempo non ha fatto altro che accostarlo a un altro nome di richiamo nel panorama cinematografico Turco, Yilmaz Güney.
Le tre scimmie è una pellicola elegante, scabra, forte di un'intensa potenza visiva e con un cast di attori meravigliosi (in particolare Yavuz Bingol, l’autista, e Hatice Aslan, la moglie). Eppure manca qualcosa, rappresentabile in una linea di pensiero perpendicolare anziché orizzontale: tutto confina verso il basso, dalla tensione all'attrattiva, fino alla stessa concentrazione. |