Cosplay - Intervista a Giorgia Vecchini

Titolo Originale: Cosplay
Genere: Cartoon - Italia
-Come è nata la passione dei cosplay?

Giorgia: Il cosplay è iniziato per me propriamente come un gioco dieci anni fa oramai, con la fiera di Lucca Comics marzo 1997, un diversivo simpatico da praticare con gli amici durante le fiere e col passare degli anni è diventato uno dei miei hobby principali.
Il mio primo cosplay risale alla lontana Lucca Comics 1997, quasi 10 anni di onorata carriera (ormai sono vicina al pensionamento XD). Iniziai per caso, era il momento del successo strepitoso dell’anime SailorMoon e decisi di interpretare la mia guerriera preferita, Sailor Mars, così per gioco, assieme alla mia migliore amica che tutt’ora è la webmistress del mio sito.
Da allora non andare ad una fiera in costume divenne una vera sofferenza: ero entrata nel tunnel! *_*
Eravamo davvero in pochi allora a girare per le fiere nei panni dei nostri personaggi preferiti, e nemmeno sapevamo che questo hobby fosse già stato codificato come “cosplay” e che in Giappone, sua patria d’origine, fosse una pratica dilagante già a partire dai primi anni novanta. In realtà, siccome alla manifestazione di fumetti e animazione per eccellenza che è Lucca Comics, era pratica usuale per i ragazzi dediti ai vari Giochi di Ruolo vestirsi come i loro personaggi, anche noi amanti dell’animazione e dei manga pian piano abbiamo iniziato a presentarci con i nostri personalissimi costumi, in cosplay appunto. Quello che era nato per essere un approccio divertente con cui girare assieme ad altri amici per queste convention è diventato col passare del tempo uno dei miei hobby principali.

-Cosa significa per te essere una cosplayer?

Giorgia: Perchè faccio cosplay quindi?
Perché è divertente.
Perché si conoscono un sacco di persone.
Perché è una passione molto creativa e che implica, richiede e sviluppa diversi tipi di competenze.
Perché è un altro modo colorato e multisfaccettato di vivere la propria passione per l’animazione giapponese e non, e i fumetti in genere.
Perché è gratificante: danno indubbiamente soddisfazione le numerose foto per cui si posa durante gli appuntamenti fieristici e i complimenti ricevuti.
Perché fa sognare e per un giorno si può diventare in tutto e per tutto il personaggio che si è deciso di interpretare.
... o almeno, questi sono alcuni dei miei perché...

-I costumi ai quali ti senti più legata?

Giorgia: L’arpia Silen, senza dubbio! Mi ha permesso di vincere il campionato mondiale di cosplay in Giappone, è l’unico costume che ho realizzato interamente da sola, e mi ha concesso di stringere la mano a Go Nagai e Leiji Matsumoto.
Ma anche Alcyone, la maga di Magic Knight Rayearth, e sicuramente Sailor Pluto, che è un po' il costume con cui m identificano all'estero.

-Sappiamo che sei stata vincitrice come miglior costume individuale al World Cosplay Summit 2005. Ci racconti qualcosa di questa esperienza?

Giorgia: E’ un avvenimento che non ho ancora metabolizzato del tutto... da allora si sono innescati una serie di meccanismi e reazioni a catena che ancora vorticano attorno alla mia vita. E tante belle opportunità.
Partecipare al WCS per un cosplayer è la massima ambizione; si ha la possibilità di rappresentare il proprio paese ad una competizione di livello mondiale, il che si traduce in una settimana completamente gratuita nel paese dell’animazione, una settimana all’insegna di parate, ospitate televisive, servizi fotografici ecc.
Una settimana unica, impossibile da dimenticare
Aver vinto, aver portato a casa il titolo mondiale, è nel nostro piccolo, un oro olimpico.
Sono soddisfatta e orgogliosa della vittoria che la squadra Italiana ha conseguito, abbiamo lavorato parecchio per questo risultato ma ne è valsa la pena.

-Hai qualche simpatico episodio da raccontare legato ai tuoi cosplay?

Giorgia: Ne avrei tantissimi... ma il tempo è tiranno... solo non dimenticherò mai l’emozione di aver ricevuto il premio al World Cosplay Summit in Giappone dalle mani del sensei Matsumoto (il papà di Capitan Harlock) mentre una delle giurate, cugina di Go Nagai, guardando il mio costume dell’arpia Silen - versione live - ha disegnato un manga con me come protagonista asserendo che era migliore il mio costume che quello del film realizzato in cg! *_*
Oppure lo scorso anno aver conosciuto il maestro Go Nagai e aver cantato Mazinga Z in giapponese davanti a più di 5000 persone con lui che a fine esibizione si è complimentato con me ;_;

-Cosa consigli a chi vuole iniziare a praticare i cosplay?

Giorgia: Innanzitutto di avere tanta voglia di sperimentare e mettersi in gioco.
Fare cosplay significa avere voglia di mettere alla prova le proprie capacità, non solo sul piano strettamente sartoriale, cui spesso mamme o parenti zelanti ci vengono incontro, ma anche prettamente manuale.
Inoltre bisogna fare attenzione nella scelta del personaggio.
Meglio lavorare su qualche personaggio che non solo sentiamo affine ma che, per quanto possibile, ci sia somigliante.
Oltre alla fattura del costume inoltre non va trascurata l’interpretazione, ovvero la parte “player”, quella cioè che ci fa immedesimare nel personaggio, muoverci e atteggiarsi esattamente come lui.
Tra l’altro mediamente un cosplayer posa per qualche centinaia di foto a ogni fiera, e spesso gli stessi fotografi esigono una posa plastica dal loro beniamino... non si può certo deluderli no?
E se questo non bastasse vi rimando alla sezione "Come si diventa cosplayer" del mio sito: http://www.giorgiacosplay.com/comesifacosplayer.html


Tutte le foto sono state scattate alla fiera "Lucca Comics & Games 2006"
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