Il cacciatore di giganti

Voto: 2/5 - 
Titolo Originale: Jack the Giant Slayer
Un film di Bryan Singer. Sceneggiatura: Dan Studney, Christopher McQuarrie
Genere: Fantasy - Stati Uniti (2012)
Produzione: Legendary Pictures, New Line Cinema, Original Films. 
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data Uscita cinema: 28/03/2013
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La strada verso il cielo
Jack è un povero contadino costretto a vendere il suo ultimo cavallo al mercato. Trovatosi coinvolto nella fuga di un monaco, decide di scambiare il cavallo con dei fagioli magici, incontrando così i rimproveri dello zio. In una notte di pioggia, proprio mentre una principessa ribelle è ospite della casa di Jack, i fagioli si espandono, conducendoli in un regno sulle nuvole abitato da giganti...

C’erano una volta dei fagioli magici...
Dopo gli X-Men, Bryan Singer (I soliti sospetti) punta tutto su un fantasy classico come Il cacciatore di giganti seguendo per una volta la moda del momento già anticipata da Tim Burton con Alice in Wonderland e, ancor prima, da Terry Gillian con I fratelli Grimm e l’incantevole strega. Arruolato un cast d’eccezione, comprendente la star nascente Nicholas Hoult (rivelazione della serie britannica Skins), Ewan McGregor (The Impossible), Stanley Tucci (Gambit), Eleanor Tomlison (Educazione siberiana) e forte del sostegno del fedelissimo sceneggiatore Christopher McQuarrie, Singer adatta per il grande pubblico la fiaba di Jack e i fagioli magici.
La struttura di questa fiaba “moderna” rimane però piuttosto classica, con tutte le varie tappe della crescita e sviluppo dei personaggi seguite e risolte alla lettera: dalla principessa ribelle, Isabelle, al giovane bifolco coraggioso e meritevole, Jack, passando per un pretendente particolarmente viscido, Roderick (Tucci).
In mezzo, incredibili avventure e uno stuolo di giganti rozzi, ma piuttosto intraprendenti.
Le due ore scorrono senza particolari scosse narrative, lasciando però un po’ a bocca asciutta chi si aspettava qualche miracolo dal 3D, il cui uso per spiazzare lo spettatore risalta solo in alcune scene.
Eccesso di parsimonia da parte dell’autore? Non se ne sentiva la necessità. Colonna sonora e dialoghi che lasciano molto a desiderare completano il quadretto di un minestrone che pare diretto col pilota automatico. Anche quando Singer avrebbe potuto sbizzarrirsi con l’ambientazione nel mondo dei giganti, il tutto risulta prevedibile. Poca tensione, ancor meno pathos, Il cacciatore di giganti si annuncia un film per famiglie con bambini piccoli da consumare insieme ai pop corn.
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